Ho interrotto di nuovo la lettura delle memorie di Casanova (per chi lo volesse sapere, ho comunque iniziato il secondo ed ultimo elefantiaco volume) per leggere un classico/mitico/epocale e quant'altro si sia udito riguardo al romanzo "Sulla strada" di Jack Kerouac. Ebbene, mi sono fermata dopo una ventina di pagine, profondamente delusa e annoiata. Uno dei rari (rarissimi) casi in cui ho abbandonato un libro senza finirlo. Forse il momento non è adatto, forse le mie aspettative erano troppo grandi, chissà. Sta di fatto che mi sono imbattuta in un tipo di scrittura che mi viene spontaneo giudicare "superficialotta". Non ho trovato coinvolgente alcuna situazione descritta, non ho trovato lo spirito profondo e vasto che dovrebbe avere un viaggiatore. Jack e i suoi amici sballati non sono persone interessate a conoscere davvero il loro paese, bensì cercano di riprodurre il loro universo ideale (di partenza) ovunque si trovino. Ed ecco i locali, le bevute, le feste, le donne da rimorchiare. Tutto qui. Qualche sprazzo di poesia/profondità c'è, ma si perde tra quelle che sembrano le parole di un adolescente tutto party-alcool-ragazze. Ripeto: forse ho scelto il momento sbagliato per leggere questo libro e mi riservo di riprenderlo in mano tra qualche anno, giusto per vedere se la mia opinione attuale troverà conferma.
Shi Ki - N.1
21 ore fa
1 commenti:
Non c'entra nulla con il post... ma...
Come fai a scrivere così?????????
Sto leggendo Q.I. ed è straordinario.
M'inchino davvero...
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